Sto naturalmente parlando di quel Luca Delfino che è riuscito a farsi riconoscere l’infermità mentale per scongiurarsi il carcere a vita.
Naturalmente di fronte a queste sentenze chi già ventilava un ritorno alla pena di morte per i colpevoli ora lo grida.
La mia posizione è nettamente contraria a questa soluzione ma è altrettanto contraria a q

La mamma della vittima, piangendo, ha detto che gli avevano ammazzato la figlia un’altra volta e secondo me ha pienamente ragione, bastava vedere il sorrisino ironico e soddisfatto dell’assassino per capire che era riuscito a ingannare tutti con la sua falsa pazzia. Ora chi ne sa più di me mi accuserà di non essere all’altezza per giudicare se uno è pazzo o lo fa, ma, lo ripeto, di fronte a queste cose si resta senza parole, si perde la fiducia verso la giustizia.
Se uno subisce un torto a volte sembra che il colpevole sia chi l’ha subito, si rischia realmente di trovarsi, dopo pochi anni di pena, seduti fianco a fianco al bar a prendere il caffè con l’assassino di un tuo caro. Questa è giustizia? Realmente il giudice giudicante dormirà sonni tranquilli? Povero a chi toccano queste esperienze… e mi raccomando, signori politici, adesso facciamo a gara a chi per primo lo andrà a visitare, così sapremo anche, guarda un po’, in che brutto posto è stato incarcerato!
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