mercoledì 27 febbraio 2013

MI DIMETTO

Mi dimetto dall'Italia.
Non mi ci riconosco,non capisco i miei concittadini,come ragionano,come pensano,cosa vogliono.
Evidentemente in Italia il senso di responsabilità non paga.
Mi dimetto dalla politica attiva,perchè non ho più gli strumenti intellettuali per agire:nel seggio 4 di Fabbriche il Movimento 5stelle è il primo partito.
Evidentemente io non sono stata in grado di convincere gli elettori del mio paese.
Ho creduto che le azioni del PD fossero sufficienti a convincere che questo Partito si era rinnovato profondamente e democraticamente,facendo scegliere con le primarie chi avrebbe dovuto guidare il paese e i parlamentari che avrebbero rappresentato i cittadini in Parlamento.
Ha vinto Grillo,espressione della rabbia e della protesta e ha rivinto Berlusconi con la sua faccia di tolla e le sue promesse mirabolanti.
Non mi dimetto dal PD,che ancora oggi ritengo l'unico partito serio in grado di offrire un'alternativa all'Italia.
Nelle prossime settimane e mesi ci sarà tempo all'interno del Partito di analizzare le cause della sconfitta:.
probabilmente avremmo dovuto dire agli elettori che capivamo la loro rabbia e la loro disillusione,che avevamo fatto degli errori e che eravamo pronti a correggerli.
Avremmo dovuto lanciare poche proposte chiare e comprensibili:
dimezzamento del numero dei parlamentari e dei costi della politica,
eliminazione di tutti i privilegi,anche quelli dei militari e della magistratura,
eliminazione delle leggi vergogna dell'epoca Berlusconi
il conflito d'interessi,
l'abolizione dell'IMU sulla prima casa  per l'80% degli italiani,ma non per i più ricchi,
riforma delle pensioni,eliminando queglli assurdi mesi che fanno si che nessuno sappia più quando andrà in pensione e introduzione per tutti della possibilità di andare in pensione con 35 anni di contributi e 60 anni di età,accettando una pensione più bassa.
Io sono convinta che nel Partito democratico ci siano moltissimi  giovani in gamba che sapranno parlare e convincere al posto mio con la loro tenacia e il loro entusiasmo.
A loro un ringraziamento e un abbraccio grande;saranno loro a portare avanti gli ideali della sinistra  che sono anche quelli della mia storia.

1 commento:

michele ha detto...

Capisco il tuo scoramento ma guai a mollare. Naturalmente ci saranno i giovani a portare avanti, come dici tu, gli ideali della sinistra, attenzione però, i giovani hanno si ideali ma, e non vuole essere assolutamente ne una critica ne un rimprovero, vivono in una realtà diversa dalla nostra. Il loro vissuto fortunatamente è molto diverso dalla nostra esperienza. Noi avevamo dei maestri di vita e di politica che avevano vissuto sulla propria pelle la guerra, la resistenza, il fascismo, la Liberazione. Noi siamo i maestri (indegni) di questa gioventù e a volte quando parlo ai giovani che frequentano la scuola dove lavoro mi guardano con la bocca aperta come se raccontassi loro delle favole. Ecco la colpa, forse, è proprio la mia che non so trasmettere a questa generazione ciò che quelli che non ci sono più hanno trasmesso a me che con le loro storie e la loro vita mi hanno emozionato e invogliato a capire e credere, appunto, in quegli ideali. Oggi si ragiona più con la pancia e ben vengano i nostri ragazzi impegnati in questo partito, per loro sarà molto dura. Si troveranno davanti la generazione dei "grandi fratelli", delle chiappe al vento e dell'essere bello e apparire. Del facile guadagno se sfondi nello spettacolo non sapendo che per quello a volte bisogna dare molto di più che una semplice stretta di mano. La sfida è grande, difficile e noi bisogna accompagnare questa generazione affinchè guardi ad un futuro migliore, mollare sarebbe la fine!